
IL VOLO IDRODINAMICO
Un noto adagio molti caro alla new age recita :
“Il bombo non può volare (aereodinamicamente parlando, nda) ma lui non lo sa e vola lo stesso”.
Quando pensiamo al volo pensiamo all’aereodinamica. Questa permette il volo se l’oggetto volante ha la capacità di creare il vuoto sopra le sue ali. È questo vuoto che lo tiene in quota e lo fa avanzare. Per ottenere ciò, però, c’è bisogno della velocità, altrimenti preciterebbe. Per questi oggetti volanti, uccelli o aerei, non è possibile, ad esempio cambiare direzione di marcia istantaneamente ma devono eseguire una curva più o meno stretta. Caso diverso, anche se si basa sempre sui principi dell’aereodinamica, sono l’elicottero e il drone. Essi, con le pale orizzontali, possono creare comunque il vuoto sopra di esse e mantenere quota anche immobili in un punto.
Non è questo il caso degli insetti. Come avete osservato milioni di volte, il volo degli insetti sembra completamente libero da qualsiasi vincolo. Si alzano, si abbassano, cambiano istantaneamente direzione, avanti, indietro, ad angolo retto.
Il segreto di ciò, ritengo sia la bassa densità dei loro corpi che, molto vicina a quella dell’aria, gli permette di volare in totale libertà essendogli sufficiente la spinta delle loro fragili ali. Così anche il bombo. È un po’ la condizione che sperimentiamo noi nell’acqua. In un certo senso gli insetti non volano nell’aria, vi nuotano. In base, appunto, ai concetti di idrodinamica.
Il loro è quindi un volo definibile come “volo idrodinamico”. Lo stesso dei dirigibili, delle mongolfiere, dei palloncini e delle lampade cinesi.